Vi aspettiamo presso la sede del centrodestra via Abbazia n.43 Busto Garolfo www.direzionelega.it
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Le imprese artigiane non sono più in grado di lavorare…troppi reati e delinquenti a piede libero
Votando SI si introduce la netta distinzione tra:
Obiettivo: garantire maggiore imparzialità del giudice e parità tra accusa e difesa nel processo.
Il SI prevede la creazione di:
Finalità: evitare commistioni di carriera e rafforzare l’autonomia delle due funzioni.
Con il SI si introduce il sorteggio (o sistema misto sorteggio-elezione) per ridurre il peso delle correnti interne alla magistratura.
Scopo: più trasparenza, meno logiche di appartenenza.
Separando funzioni e organi di autogoverno si punta a rendere più chiari i meccanismi di responsabilità.
29/01/2026

Sabrina Lunardi – consigliere comunale
La Corte Costituzionale ha chiarito che non si può punire qualcuno solo per aver assunto sostanze, ma diventa reato se la guida è effettivamente pericolosa o alterata.
Però allora nasce una domanda semplice: perché con l’alcol il principio è diverso?
Mi chiedo sempre più spesso che senso abbia mettere continui paletti che, di fatto, rendono difficilissimo applicare il buon senso.
Se bevi anche solo mezzo bicchiere di vino e superi un limite, sei automaticamente sanzionato.
Se invece ti droghi, bisogna dimostrare l’alterazione concreta alla guida.
Non dovrebbe valere lo stesso criterio per tutti?
O dimostriamo la pericolosità in entrambi i casi, oppure riconosciamo che mettersi alla guida dopo aver assunto sostanze (qualunque esse siano) è già di per sé un rischio per gli altri.
La sicurezza stradale non può diventare un gioco di interpretazioni giuridiche: in mezzo ci sono vite vere.

SicurezzaStradale #CodiceDellaStrada #Giustizia #BuonSenso #Prevenzione #StradeSicure
La giustizia è il pilastro su cui si regge la credibilità di uno Stato democratico. Senza una giustizia giusta, rapida e imparziale, ogni principio di libertà, sicurezza e uguaglianza resta una dichiarazione astratta. Per questo, come Direzione Lega, riteniamo doveroso affrontare il tema con chiarezza, senza ipocrisie e senza timori reverenziali.
Negli ultimi anni il sistema giudiziario italiano ha mostrato limiti strutturali evidenti: tempi processuali inaccettabili, carenza di responsabilità, sovrapposizione tra funzione giudiziaria e dinamiche politiche, e una percezione diffusa di doppio standard. Tutto questo non indebolisce solo la fiducia dei cittadini, ma mina la competitività del Paese e il principio stesso di legalità.
Un processo che dura dieci o quindici anni non è giustizia: è una condanna preventiva per chi attende una decisione e un alibi per chi spera nella prescrizione. Vittime, imputati, imprese e pubbliche amministrazioni restano bloccati in un limbo che non tutela nessuno. La certezza del diritto non è uno slogan, ma una condizione indispensabile per vivere, investire e lavorare serenamente.
Difendere l’autonomia della magistratura non significa accettare l’assenza di controlli. In ogni altro ambito dello Stato chi sbaglia risponde delle proprie azioni: questo principio deve valere anche per chi amministra la giustizia. La separazione delle carriere, la responsabilità civile effettiva e un CSM realmente terzo non sono attacchi alla magistratura, ma garanzie per i cittadini e per i magistrati stessi che lavorano con correttezza.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un uso distorto dell’azione giudiziaria come strumento di lotta politica. Indagini spettacolarizzate, processi mediatici e assoluzioni tardive hanno prodotto danni irreversibili a persone e istituzioni. Casi noti, che hanno coinvolto anche leader politici come Matteo Salvini, dimostrano quanto sia urgente ristabilire un confine netto tra accertamento dei fatti e conflitto politico.
Riformare la giustizia non significa “indebolirla”, ma rafforzarla. Significa restituire centralità alla Costituzione, tutelare i cittadini onesti, garantire diritti e doveri certi. È una battaglia di civiltà che riguarda tutti, indipendentemente dall’appartenenza politica.
Direzione Lega continuerà a sostenere una giustizia al servizio del popolo, non di correnti o interessi di parte. Una giustizia che punisca chi sbaglia, protegga chi è innocente e non si presti a diventare strumento di potere.
Perché senza giustizia vera, non c’è libertà. E senza libertà, non c’è futuro.